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martedì, 27 Luglio 2021
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Staminali, scoperto il modo di riparare danni irreversibili

Staminali, accadono cose da fantascienza

Hai presente una lucertola con la coda mozzata a cui la coda ricresce pian piano grazie alle staminali?

E’ chiaro, non sapevi che c’entrassero le staminali ma la realtà è quella, e per una volta, è una realtà tutta italiana, per l’esattezza dell’Università di Genova, Dipartimento di Medicina sperimentale.

Il topo aveva la coda spezzata e grazie alle staminali…

Grazie alle staminali sono stati riattivati meccanismi endogeni di riparazione, che erano andati persi nel corso dell’evoluzione.

Cioè? Ai topi con la coda rotta sono state iniettate staminali pescate fra la “popolazione originale”, e la coda si è rinsaldata nel giro di tre settimane. Code come nuove. Proprio come avviene a lucertole e salamandre per le quali il processo di rigenerazione della coda attraverso le staminali è a portata di mano (o di coda) in maniera naturale.

I topi e gli uomini, no, non hanno questa facoltà di rigenerare spontaneamente parti del corpo mancanti, e pare che l’abbiano persa nel corso dell’evoluzione, peccato.

Sì, ma a noi interessano le staminali nell’uomo…

Infatti, ed è il passo successivo che vogliono compiere le ricercatrici dell’Università di Genova. Perché se è possibile riparare un danno irreversibile nel topo, lo si potrà fare altrettanto bene nell’uomo grazie alle staminali. Basta scovare quelle giuste e il gioco è fatto.

La domanda che sorge spontanea (eh eh, c’è sempre una domanda spontanea) a questo punto è: quali danni si potranno riparare?

E entrando più nello specifico, e venendo cioè all’argomento che più ci sta a cuore, come sarebbe se trovassimo fra la “popolazione originale” le staminali in grado di ripopolare le cellule ciliate danneggiate o distrutte?

E, per fare un altro esempio, potrebbe essere possibile riparare un danno al cervello, conseguenza di un trauma uditivo che sfocia in acufeni o Ménière?

Vista così la scoperta di Claudia Lo Sicco e Roberta Tasso, in collaborazione con la direttrice del Dipartimento (tutte donne, dunque, bene!), Ranieri Cancedda, assume proporzioni stratosferiche.

Quando potremo aspettarci il “miracolo” nell’uomo?

Giusto il tempo per trovare queste benedette staminali riparatrici nell’uomo.

«Dopodiché – cito da Medicalive – si aprirebbero due strade. La prima, più tradizionale, consiste nell’isolare queste nuove staminali e cercare di moltiplicarle. C’è poi una seconda strada, molto ambiziosa, che punta a ”riattivare meccanismi endogeni di riparazione perduti nel corso dell’evoluzione”.»

E la speranza è che facciano presto.

Buona giornata!

Fonti: Nature; Medicalive

[by Acufeni, che fare?]

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