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sabato, 31 Luglio 2021
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Core Competence dell’Audioprotesista

L’Audioprotesista è figura rilevante nell’approccio sanitario che affronta con successo una deprivazione sensoriale tanto invalidante come l’ipoacusia; soprattutto se si considera il numero in crescita di anziani che presentano deficit uditivi ( il 60% della popolazione tra i 70 e i 79 anni, il 33% di quella compresa tra i 60 e i 69 anni, ed il  20% di quelli  con età fra i 50 e i 59 anni) e la tendenza a individuare e protesizzare i bambini ipoacusici fin dalla tenera età in seguito a diagnosi precoci, al giorno d’oggi sempre più diffusamente realizzate.

L’attività del Tecnico Audioprotesista si realizza attraverso interventi specifici intellettualmente autonomi e responsabili, di natura preventiva, tecnico riabilitativa e relazionale previsti e nel rispetto della normativa vigente. In  relazione alle indicazioni fornite dal Profilo professionale DM 668/94 e alle  determinazioni delle Leggi 42/99, 251/00, 43/06, DDMM 2/04/01 sono “attività riservate”  dell’audioprotesista  la selezione, fornitura, adattamento e  controllo degli ausili che prevengono, suppliscono la disabilità uditiva, nonché l’educazione protesica dell’ipoacusico, il controllo della permanenza dell’efficacia dell’applicazione e la manutenzione degli ausili applicati.

E’ ordinaria competenza dell’audioprotesista, ispirata alle fonti giuridiche vigenti, acquisita con formazione universitaria abilitante di livello avanzato che persegue l’obbiettivo di fornire la competenza adeguata per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti propri specifici        

  • effettuare gli accertamenti, anamnestici e strumentali, atti alla definizione del campo dinamico uditivo, monoaurale e binaurale del soggetto, le condizioni di rapporto segnale/rumore cui il soggetto stesso è esposto,  incluse eventuali percezioni di ronzio auricolare, al fine di determinare gli obiettivi funzionali delle ability residue e le sensazioni a loro connesse, secondo le tabelle ICF (b230 e b240) stabilite dall’OMS;
  • identificare la soluzione di ascolto, singola o integrata, o/e i sistemi individuali e/o collettivi di protezione sonora  più adatti alla prevenzione o/e correzione dello specifico deficit uditivo o/e delle sensazioni ad esso connesse; partecipare con l’equipe terapeutica, al processo decisionale della scelta, adattamento, gestione degli apparecchi impiantabili (classificazione del CEN, ISO 9999.1992);
  • scegliere la protezione e/o  l'ausilio acustico e l'accoppiamento meccano-acustico più idonei alla migliore protezione/compensazione del deficit uditivo, delle sensazioni ad esso connesse e al comfort individuale; rilevare l’impronta del C.U.E.;
  • scegliere, adattare i parametri di amplificazione (controlli di tono, di guadagno, di potenza massima, compressioni, limitazioni, ecc.) e le tecnologie atte all'ottimizzazione del rapporto segnale/rumore alla dinamica uditiva del soggetto, alla percezione delle sensazioni individuali e al suo stile di vita;
  • verificare nel tempo efficacia ed efficienza del sistema acustico realizzato, mediante prove e riscontri oggettivi, soggettivi e counseling protesico.

 

 Fonte: www.audioprotesisti.org

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1 COMMENTO

  1. Salve, apprezzo molto gli articoli pubblicati. Sono alla ricerca di formazione sul mascheramento degli acufeni (TRT); ho sentito parlare molto bene della vostra Università per cui sarei davvero onorata di ricevere vostro supporto. Sono audioprotesista e vivo a Brindisi.

    Grazie

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