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Protesi acustica

Gabriele Delosa - Ottobre 27, 2008

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Parlando di  protesi acustica è opportuno specificare che, se in generale il termine "protesi" indica qualcosa che sostituisce un organo, in campo acustico viene normalmente usato per indicare quegli apparecchi elettronici miniaturizzati, che ricevono, amplificano e ripropongono i suoni, con la minima distorsione possibile, a soggetti con problemi di sordità. Quindi anche se nel linguaggio comune non viene fatta questa differenziazione è bene tener presente che parlando di protesi acustiche si intende indicare gli ausili o strumenti acustici.

 

Elementi della protesi

Generalmente la protesi acustica, indipendentemente dalle sue caratteristiche elettroacustiche, è costituita da sei elementi:

Figura 1. Schema a blocchi di una protesi acustica.

  • microfono;

  • bobina telefonica;

  • amplificatore;

  • alimentatore o batteria;

  • comandi per regolare il volume;

  • ricevitore (E. Amigoni, 1990.)

– Il microfono raccoglie i segnali acustici (onde sonore) e li trasforma in segnali elettrici. Le onde sonore colpiscono la membrana microfonica, innescandone la vibrazione; la membrana consiste in un foglio molto sottile di materiale leggero; la qualità del microfono dipende proprio dalla membrana e dalla facilità con cui vibra.

– La bobina telefonica se accesa in posizione "T" esclude contemporaneamente il microfono eliminando eventuali rumori ambientali di disturbo; amplifica così unicamente il segnale telefonico; in questo modo, avvicinando la cornetta alla protesi, è possibile captare la conversazione. 

– L' amplificatore amplifica i segnali elettrici provenienti dal microfono, è dotato di circuiti di elaborazione e controllo del segnale sonoro. I parametri che definiscono un amplificatore sono il guadagno, l'uscita massima e le curve di ingresso/uscita. 

– L'alimentatore consiste in pile (al mercurio, a zinco, a aria) di dimensioni ridotte e di lunga durata anche ricaricabili.

– I comandi per regolare il volume consentono di variare il guadagno della protesi,in certi tipi di protesi i comandi sono  a disposizione dell'utente, in altri riservati all'audioprotesista.

– Il ricevitore riceve il segnale elettronico amplificato, lo trasforma aumentandolo in un segnale sonoro utilizzabile dall'orecchio umano. Il ricevitore, tra i componenti che costituiscono la protesi acustica è senza dubbio il più delicato ed è responsabile di parecchi problemi tipici della protesi.{mospagebreak}

caratteristiche elettroacustiche della protesi

Tipi di protesi

  • A SCATOLA: l'apparecchio si posiziona normalmente sul petto, sotto gli indumenti, oppure in tasca; contiene: microfono, circuito elettrico, pile a stilo, trasduttori elettronici di uscita e cavetti (cordini) di collegamento che uniscono amplificatore e ricevitori. I ricevitori si applicano all'orecchio tramite la chiocciola che, costruita con materiale speciale sull'impronta del condotto uditivo, fa da raccordo con l'orecchio. La scatola è dotata di una rotella numerata per il controllo del volume e di un interruttore a levetta per l'indicazione di "acceso" (m) e "spento" (o). Questi apparecchi sono usati per sordità gravi o profonde, proprio perchè come caratteristica positiva permettono un elevato guadagno acustico; oggi sono quasi in disuso perchè troppo ingombranti e  antiestetici, quando il candidato è idoneo sostituiti dall'impianto cocleare.

 

Figura 2. Protesi a scatola.

A OCCHIALE: i componenti della protesi sono sistemati all'interno di una o entrambe le stanghette della montatura. Vi sono due tipi di occhiali acustici: nel primo a conduzione ossea, il ricevitore è sostituito da un vibratore posto all'estremità della staffetta, poggia sull'osso mastoideo con pressione e trasmette le vibrazioni alla coclea; nel secondo a conduzione aerea i suoni sono trasmessi e amplificati attraverso un tubicino che parte dalla stanghetta e termina in un peduncolo, che penetra nel condotto uditivo con un auricolare; quest'ultimo tipo occhiale non è altro che una protesi  retroauricolare posta sulle aste degli occhiali. L'apparecchio a conduzione ossea essendo limitato acusticamente è indicato per le sordità lievi e medie, in cui l'abbassamento uditivo è dovuto a una difettosa trasmissione del suono (otiti, condotto sporco). Può anche essere usato in alcune ipoacusie neurosensoriali con perdite uditive nel campo delle frequenze medio alte.  Oggi le ditte produttrici di protesi non investono sull'apparecchio a conduzione aerea, per questo motivo sarà presto abbandonato.

 

     

        Figura 3. Protesi a occhiale a conduzione aerea.     Figura 4. Protesi a occhiale a .                                                                                               conduzione ossea

  • RETROAURICOLARE: è posizionata dietro l'orecchio e si adatta alla sua forma anatomica. Un tubicino in plastica porta i suoni amplificati dall'involucro esterno al condotto uditivo fino alla chiocciola. Oltre ai comandi del volume e dell'interruttore, questi apparecchi hanno l'interruttore per l'ascolto del telefono. La notevole versatilità delle protesi retroauricolari permette di protesizzare il 100% delle ipoacusie, quelle dell'ultima generazione sono indicate anche per sordità gravi e profonde. La diffusione di queste protesi è però ostacolata dall'estetica poco gradita dal paziente perchè visibile; le case produttrici nel tentativo di migliorare il problema dell'estetica hanno realizzato modelli anatomici adatti al profilo dell'orecchio, mimetizzabili, e con colore dei capelli.

 

Figura 5. Protesi retroauricolare.

  • ENDOAURICOLARE: le parti che compongono l'apparecchio sono inserite in una chiocciola, si presenta con una forma conica, la base è costituita dalla "piastrina" il resto è chiamato "guscio" ed è modellato esattamente sulla forma del condotto uditivo. La protesi è costruita in resina o con altri materiali. In caso vi siamo manifestazioni di allergia del condotto, sull'estremità è disposto il paracerume. I modelli più recenti hanno un dispositivo per l'ingresso audio che permette di collegare direttamente l'apparecchio con radio, tv, registratori o  modulatori di frequenza utilizzabili anche per la rieducazione ortofonica. Queste protesi riscuotono notevole successo in pazienti con sordità lievi e medie; sono previsti miglioramenti tecnologici per adattare il modello a sordità profonde.Il problema dell'estetica è in parte risolto date le dimensioni ridotte dell'apparecchio. 

Figura 6. Protesi endoauricolare.

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  • PROTESI IMPIANTABILE: apparecchio acustico in via di sperimentazione; viene impiantato permanentemente sotto cute senza alcuna parte visibile all'esterno; le batterie ricaricabili devono essere affidabili per tutta la durata della protesi (10-15 anni). Oggi si possono trovare protesi parzialmente impiantabili (Vibrant Soundbridge prodotta in usa dalla Symphonx) costituite da una parte esterna delle dimensioni di una moneta, che ospita il microfono, dalla pila di alimentazione e dai circuiti digitali di elaborazione del suono.La protesi, tramite impulsi elettro magnetici a bassa frequenza e ridotta intensità, invia il messaggio sonoro elaborato alla parte interna impiantata sotto cute. Il cuore della Vibrant è un magnete a massa mobile delle dimensioni di un chicco di riso, che solitamente è fissato all'ossicino dell'incudine dell'orecchio medio,con un intervento chirurgico; trasmette le vibrazioni sonore amplificate direttamente alla catena ossiculare.

  • protesi programmabili digitalmente: le tecnologie digitali applicate alle protesi tradizionali hanno dato vita agli apparecchi digitalmente programmabili, con circuiti di elaborazione sonora tradizionali (microfono, amplificatore, ricevitore), regolabili tramite segnali digitali con un computer esterno. In quest'ultimo viene inserito l' audiogramma, successivamente vengono settati i parametri per ottenere la migliore compensazione acustica, infine le regolazioni vengono memorizzate nel microchip dell'apparecchio acustico. Una volta inseriti i dati relativi all'ipoacusia del soggetto, il programmatore consente di definire la curva di risposta ideale della protesi. Così facendo  il tecnico audioprotesista è in grado di adattare l'elaborazione sonora alle esigenze dell'utente. La disponibilità delle protesi acustiche digitalmente programmabili ha portato notevoli vantaggi per chi le utilizza, attraverso un maggior numero e una maggiore precisioni nelle regolazioni, una maggiore flessibilità applicativa, una maggiore e più precisa riproducibilità dei parametri di ascolto e una più puntuale regolazione per le diverse situazioni di ascolto. Le regolazioni dell'apparecchio sono comunque sempre modificabili a seconda dei cambiamenti che intervengono nell'ipoacusia del paziente. I modelli di protesi disponibili sono: retroauricolare e endoauricolare, si possono applicare per tutte le sordità di livello, medio, grave e profondo.

I vantaggi ottenuti si possono così riassumere:

  • maggiore flessibilità applicativa;

  • maggior numero di regolazioni;

  • maggior precisione nelle regolazioni;

  • riproducibilità dei parametri di ascolto;

  • regolazioni per diverse situazioni di ascolto.
  • PROTESI TOTALMENTE DIGITALI: con il digitale si è inaugurata una nuova filosofia di approccio all'utente: prima l'utente era costretto ad adattarsi all'ausilio acustico, infatti ancora oggi le migliori protesi tradizionali, consentono un margine di regolazione limitato. Con le protesi digitali (computer acustici), è la protesi che può adattarsi alle esigenze dell'utente. Il segnale in arrivo viene elaborato in un microcomputer  delle dimensioni di un retroauricolare o  addirittura un endoauricolare; i suoni captati dal microfono vengono elaborati digitalmente da un microprocessore e quindi ritrasformati e inviati al timpano. Il microprocessore, è in grado di riconoscere il parlato dal rumore di fondo, e di fare un'analisi statistica del segnale. I dati così raccolti forniscono la rappresentazione dell'ambiente sonoro indispensabile per regolare automaticamente l'applicazione. Le frequenze in cui predomina il parlato vengono così esaltate, quelle dove il rumore prevale soppresse. Il tutto con un consumo energetico minimo, paragonabile a quello di un apparecchio tradizionale. L'applicazione del digitale richiede, però, una buona preparazione tecnica e audiologica da parte di chi la effettua, altrimenti si rischia di vanificare le potenzialità offerte dalla tecnologia. Per quanto riguarda: i modelli disponibili, la gamma di applicazione, i vantaggi in generale, valgono le informazioni date per le protesi programmabili digitalmente.

  • SISTEMI FM: anche con un apparecchio acustico perfettamente adattato, può non esserci la garanzia assoluta di una buona comprensione in tutte le situazioni. La distanza da chi parla e rumori di interferenza possono rendere molto difficile sentire il segnale che si desidera, non sono necessari. Microfoni direzionali e sistemi FM, sono nuove soluzioni ad alta tecnologia, utili a superare questo tipo di impedimenti. Un sistema FM (onde radio a modulazione frequenza), consiste in una trasmittente dotata di microfono, indossata da chi parla, e di un ricevitore collegato all'apparecchio acustico dell'utente. La voce di chi parla viene trasmessa sulle onde FM direttamente al ricevitore,attaccato all'apparecchio acustico, non sono necessari dei cavetti. Con un ricevitore FM la voce di chi parla viene sentita più chiaramente in mezzo al rumore circostante e a una distanza maggiore di quanto avvenga con gli apparecchi acustici convenzionali. I sistemi FM sono largamente utilizzati nei programmi scolastici per bambini con perdite uditive, facilitano così la comprensione di ciò che la maestra dice.

 

Consigli pratici per l'uso degli apparecchi acustici

  1. gli apparecchi acustici vanno portati per il periodo giornaliero consigliato dall'audiologo e dall'audioprotesitsa, ad entrambi gli orecchi.

  2. se c'è il rifiuto della protesi in genere c'è una ragione e conviene ricercare subito le cause che possono essere le seguenti: infiammazione del condotto uditivo, formazione di un tappo di cerume nel peduncolo degli apparecchi endoauricolari, applicazione troppo alta, pile scariche.

  3. togliere le protesi durante il sonno.

  4. controllare il funzionamento dell'apparecchio e delle pile, esistono dei prova pile per controllarne la carica.

  5. inserire bene la chiocciola che deve essere ben aderente al condotto uditivo, in caso contrario l'apparecchia fischia.

  6. evitare che l'apparecchio cada.

  7. spegnere l'apparecchio quando non si usa, lasciare leggermente aperto lo sportellino dello scomparto batterie.

  8. controllare che il peduncolo della chiocciola non sia sporco di cerume, in questo caso, pulirlo con uno spillo e lavare la chiocciola dopo averla staccata dall'apparecchio, con acqua tiepida e sapone (non usare alcool).

  9. non esporre l'apparecchio a temperature elevate, non dimenticarlo al sole o sul termosifone.

  10. non esporre l'apparecchio all'umidità nè bagnarlo.

  11. ricordarsi che la lacca per capelli può danneggiarlo.

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Considerazioni

Nel settore audioprotesico  l'affermazione delle tecnologie digitali ha spinto le case produttrici a realizzare apparecchi acustici veramente rivoluzionari rispetto a quelli tradizionali; in questo campo è importante tenere presente che una ricerca a favore di una estetica migliore, non può andare a scapito della funzionalità della protesi. In generale le più importanti innovazioni in campo tecnologico riguardano la circuitazione, amplificatori e ricevitori con distorsioni ridotte, microfoni attivi ultradirezionali in grado di attenuare i disturbi ambientali, controllo digitale delle regolazioni, accessori come i sistemi FM direttamente applicabili sull'apparecchio acustico o comunicatori telefonici, sono per chi  è ipoacusico grave o profondo sostanziali aiuti per il miglioramento delle capacità d'ascolto e di comprensione in tutti gli ambienti di vita, di lavoro e di studio. 

 Le protesi uditive possono essere:

 

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