Audioprotesisti.org – Il portale scientifico del moderno audioprotesistaL’allarme si lancia via sms. Un nuovo servizio su misura per i cittadini sordi | Audioprotesisti.org - Il portale scientifico del moderno audioprotesista
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L’allarme si lancia via sms. Un nuovo servizio su misura per i cittadini sordi

Gabriele Delosa - Aprile 23, 2009

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TRENTO. Un servizio unico in Italia. Un primo passo verso l’abbattimento delle barriere per i disabili dell’udito, che da ieri possono segnalare in tempo reale le situazioni di emergenza alle forze dell’ordine: «Il servizio costituisce un grosso aiuto verso l’indipendenza per i 425 sordi che vivono in Trentino» commenta il direttore generale dell’associazione Abc Armando Pedulla. «Prima ci si doveva rivolgere a vicini o famigliari».
Ora a occuparsi delle emergenze è il servizio pubblico, attivo su tutta la provincia. La questura di Trento si è attivata – unica in Italia assieme a quelle di Novara e Padova, che però offrono servizi più limitati – per poter rispondere a richieste via telefono cellulare (3481918444) e fax (0461899520). «Abbiamo attivato 2 numeri di emergenza» spiega il vice questore aggiunto Salvatore Ascione. «La persona in difficoltà dovrà identificarsi e aggiungere uno dei 21 codici che descrivono le casistiche; immediatamente partiranno i soccorsi e il richiedente riceverà un sms/fax di conferma”. I primi 4 codici sono smistati alla polizia: ladri in casa, aggressione o rissa, rapina a mano armata e violenza su donne o minori. I codici dal 5 al 10 – allagamento, incendio in casa, fuga di gas, persona chiusa in casa, persona chiusa in ascensore, incendio boschivo – sono di pertinenza dei vigili del fuoco. Tre sono i codici per le unità di soccorso: 11 incidente stradale, 12 auto in panne e 13 soccorso in montagna. Infine, le emergenze mediche (dal 14 al 21), i primi due segnalano la condizione dell’individuo (cosciente o svenuto), i successivi il tipo di malessere (ferita o frattura, malore o infarto, ustione, soffocamento, intossicazione, parto). Prima di oggi i sordi – impossibilitati a comunicare col 113 – dovevano arrangiarsi, con gravi difficoltà soprattutto tra coniugi entrambi portatori d’handicap, situazione piuttosto frequente.

Tratto da http://espresso.repubblica.it

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